Gabriela Spiller

 

Gabriela Spiller (Villaverla - VI, 1950)

Quattro tele dominate dal verde associano il tema delle stagioni alla natura. Il cromatismo che muta e il passaggio del tempo incluso nei titoli diventano metafora della vita legata alla terra di Gabriela Spiller. Sono, dell’artista, un riflesso del percorso dell’esistenza e la voce d’ispirazione originaria per la pittura, l’iniziale ceramica e la progressiva vicenda artistica che la distingue.
I diversi richiami, gli stimoli ed le conseguenti realizzazione di differenti opere presenti rappresentano il senso profondo di fermento e di vitalità, che caratterizza Spiller, protagonista di lavori coinvolgenti nell’aprire al suo mondo, alla campagna e alla città. Si può anche pensare alla storia individuale e a quella collettiva, secondo un pensiero di affinità ma anche, per energia, di vigore innovativo.
Per questo le opere, unite nel titolo “Sinergie” rappresentano interessi di una sfaccettata vita artistica.
Ad iniziare dalle Stagioni, macerate da un colore mosso e vitale, che alimenta la natura di sotterranei verdi, rossi e gialli, indifferenti al valore seducente della luce. Dipinti sensibili a rispettare l’intesa con la terra su uno spazio assente d’orizzonte, dove il richiamo figurativo della campagna si coniuga con l’astrazione.
Ancora, l’altrove di Spiller è nelle megalopoli, su uno scenario di città reali, tutto concentrato sullo slancio lineare di torri contemporanee, che interpretano l’energia e ritmo della realtà in simboli di progresso.

onocromo in rosso, 2011, tecnica personale su tela con base acrilica, 150x200 cm. (dittico)

Nel grande Ritmo Urbano l’artista consegna alle strutture verticali modulati nella composizione di un’attuale Città che sale, un potere ancorato a soffusi cromatismi: violetta, grigio, grigio ferro.
Ed è il premere di un insolito spessore negli edifici a sollecitare il rilievo nascente sulla superficie dell’opera di un effetto di reticolo emergente, dal cromatismo intenso, a distinguere, nel risalto artistico, una nota emotiva sull’inventiva di un consapevole tramando artigianale.
Certo, un sentire più intimo e rivelatore di una particolare capacità espressiva, di presa emotiva anche per lo spettatore è quando l’artista pone la sua anima sulla tela per unirla con la poesia in Cimitero di Guerra. E’ un lavoro pregnante, che scandisce nello spazio della tela strappi regolari, aperture ritmiche, che consegnano, ad un muto appello, nomi ed esistenze del passato. La vita privata, il coraggio ed il comune destino rivivono nei caratteri tipografici introdotti per disperdersi sullo sfondo di color oro, connotando la spazialità. Una ricerca, dentro la quale Spiller condensa la forza sulle superfici, è nell’opera Dittico. Su questi grandi dipinti monocromi avviene uno scarto improvviso tra lo sfondo uniforme e la presenza emergente di forti scaglie, che risaltano rosso su rosso creando un effetto di materia, simili a brani di realtà vissuta ed abbandonata.

di Maria Lucia Ferraguti - Storica e critica d’arte

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