Renate Füerst

Renate Füerst (Braunschweig - GERMANIA, 1941)
Renate FUERST è qui a renderci partecipi di splendori e di armonie apparentemente antitetiche al suo modo di fare arte tutto slanci e visionarietà di rappresentazione.
Queste opere recenti della pittrice tedesca sono infatti di grande impatto visivo ma ben calibrate tra spazio ritmo e colore impressionandoci specie per la luce e il vigore creativo impresso a ciascuna di loro. Gli esiti sono quelli di un’esplosione di tinte da cui tralucono rarefatte forme davanti alle quali ci si sente attratti per la pienezza di senso, valore esternato proprio grazie all’abbandono quasi totale della rappresentazione mimetica del mondo esterno.
E’la via europea (ma non solo) dell’astrattismo attuale che attinge alle strategie compositive del neoespressionismo tedesco fattosi con la Fuerst più vibrante e peculiare con rese che attestano come l’arte del dipingere non sia morta, né abbia rinunciato alle prerogative estetiche doviziose dei significati che da sempre la connotano.

Nella diversità dei periodi e delle scelte tematiche pare giusto osservare che il denominatore comune di tali esemplari è che siano state toccate corde intime profonde nel vissuto di quella libertà interiore che fa germinare emozioni da trasmettere. Suggestioni intense vengono spesso da quel mix dove l’apparizione di sagome evanescenti affiora come da un sogno di primo mattino(ad esempio in ‘Flashback Landscape’ tecnica mista su tela 50X70 del 2009). Si tratta di linguaggi maturati nel tempo da questo talento muliebre sospinto da una vocazione ineludibile in virtù di una forte chiamata interna. Un afflato che l’ha guidata verso un astrattismo in grado di distillare dal mezzo pittorico note suadenti che non disdegnano simbologie come in “Cavallo della musa” tecnica mista su tela del 2008, contemporaneo al virtuosismo monocromatico del trittico “Impenetrabile profondità” acrilico su tela 150X150; fino ai toni sapienti del baluginare azzurrino di “Perso nel blu” tecnica mista su tela e a “ Mental Landscape” acrilico 100X100 del 2011.
Ovunque c’è una materia-colore che veicola energia lasciando margine all’immaginazione per quel saper sprigionare nello spazio il frutto di una gestualità impegnata a dare alla composizione l’impronta di una creatura vivente. Un cimento d’arte che induce l’autrice a sganciarsi sempre più da ogni riferimento oggettivo per dedicarsi alla pittura in una assolutezza mai avulsa dall’umano sentire.
di Marica Rossi - Storica e critica d’arte


