Stefania Basso

Stefania Basso (Bassano del Grappa - VI, 1964)

Qual’è la realtà di Stefania Basso? Spaesamento e senso di mistero convivono nelle immagini otticamente lucide. Davvero, la mostra diventa l’occasione per arricchire una produzione, che nel corso del tempo non smentisce la capacità dell’artista di catturare lo sguardo dell’osservatore, per condurlo all’interno di un mondo simile ad una visione. L’universo di Basso è magnetico: mette in scena luoghi incredibilmente fantastici ed irreali.
Preleva infatti dalla realtà oggetti legati al senso del vivere; li sottrae alla banalità del quotidiano; ne sovverte l’ordine strettamente connesso alla loro storia e con questi attua un’invenzione formata da alcuni elementi con il fine di raggiungere un esito visivo scalzante.
Basso investe nella nuova rappresentazione: accentua l’enigma adeguandolo al senso narrativo ed a quello poetico dell’immagine. Sono da osservare negli accostamenti accurati, per il loro valore ed essenza, nel legame a sorpresa, che stimola un originale rapporto costruito sull’intesa di un’ostentata esistenza.
E’ un modo di suggerire una realtà opposta al dinamismo del proprio tempo, più alla ricerca di una storia da consegnare come alternativa, associata a sentimenti da restituire per via d’immagine, attraverso l’espressione più enigmatica e autenticamente rappresentativa: altre possono essere le modalità di percepire la vita ed inadeguata appare la nostra sensibilità a cogliere il senso misterioso, quello più autentico e profondo della realtà.

La rosa

E’ l’opera che può condurre alla soglia dello svelamento e del mistero, attraverso immagini rese da un disegno semplice e sicuro. Basso accentua le figure per la linea incisiva.
Appaiono gli ambienti chiusi ed in questi lo spazio si amplia nello slittare prospettico delle pareti; la visione trova la sua armonia quando si rovescia in un’immagine d’apertura verso l’apparizione dell’orizzonte; una scala porta all’infinito mentre sul pavimento pozze d’acqua riflettono l’azzurro di un cielo inesistente; rose di un rosso purpureo appaiono di sostanza adamantina. Sconfinamento e surrealismo collegano i dipinti di Basso a Magritte.

Aspettando Ginevra, 2005, olio su tela, 60x50 cm.

Aspettando Ginevra, 2005, olio su tela, 60x50 cm.

Così le opere possono consegnarsi al silenzio di una vita priva d’esistenza, all’equilibrio eterno di una realtà impossibile resa più evidente dal nitido cromatismo. Nei dipinti il cielo è di un azzurro terso, da smalto cristallino.
Di questo Basso s’avvale per la convivenza sconcertante di un’immagine non reale alla quale assegna la possibilità di senso, al fine di una narrazione.

di Maria Lucia Ferraguti - Storica e critica d’arte

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