Franco Chersicola

Franco Chersicola (Capodistria - SLOVENIA, 1954)

Guardare i dipinti di Franco Chersicola concentrati sul tema del paesaggio, leggere i titoli posti a conservare la memoria della natura fino a lasciarsi coinvolgere dalla suggestione dei luoghi della pittura, consente di seguire un’arte in rapporto con la realtà e che sviluppa legami misteriosi con la visionarietà. Chersicola ha un lungo percorso evolutivo nel campo della pittura e dell’incisione, dal termine con le opere dipinte attuali, dove un punto fisso è la conoscenza di alcuni luoghi della pittura della Dalmazia e di Trieste. A questo s’integra l’esperienza del mare e con tali dati è possibile intendere come possa resistere l’immagine, per essere per taluni versi figura e nello stesso tempo forma misteriosa dell’acqua e dell’aria, e quella di erbe lacustri ed ancora indistinto paesaggio.

Volo su paesaggio Dalmata, 2010, olio su tela, 150x120 cm

Diventa personalissima la sua poetica così espressa nelle tele, nelle quali Chersicola sembra cercare di carpire il segreto della terra posto nelle forme di fantasmi vaganti, che nell’affiorare trapassano nello spazio da esseri eterei. Ne derivano motivi particolari annunciati dai titoli: Volo sul paesaggio, Visita nel canneto ed altri nella loro variazione, che richiamano a narrazioni d’esperienze quasi surreali. Appaiono pieni di fascino articolate stesure ad olio, raffinate e soffici nei cromatismi, sfumate nelle forme, che evolvono da tenui eppur con energia in luminose composizioni distese nello spazio, per quindi appartenere all’intima natura del paesaggio e all’atmosfera. L’incontro avviene per il farsi di forme-colore strutturate diversamente dal punto di vista percettivo, anzi giocate su uno snodarsi complesso, per essere variamente modulate da una suggestiva luminosità: entrano i grigi ed i morbidi rosa, quindi i bianchi dalla soffice luce, poi evocano la natura fluide tracce di verdi, mentre velari cilestrini e rosati si oppongono alle tenebre.

Attesa nel canneto, 2010, olio su tela, 150x120 cm.

L’intreccio di strutture-compositive di In attesa di Nevera anticipa lo stato d’animo del pittore nell’intuire l’arrivo dell’evento atmosferico marino. tipico dell’ “alto e medio Adriatico” che, “anche se di breve durata, è estremamente pericoloso per la sua imprevedibilità”. La tela cattura per la cupa tensione di un turbine, saliente dall’acqua, sfilato da verdi e minaccioso nell’invasivo avanzare in uno spazio, legato ancora alla vista di rarefatti brani di paesaggio, allungati su un modulato profilo d’orizzonte, che regge l’equilibrio dell’articolata composizione. Nel quadro tutto è trasfigurato; le tipiche campiture cromatiche della ricerca dell’artista cedono gradualmente al livore della luce le raffinatezze dei grigi e dei rosa, già diafani e sperduti.
Oppure Ghersicola è nella pittura della grandiosa figura femminile in transito, come si vede in Volo sul paesaggio. Appare la forma trasparente e aspra e misterica parla del suo rifiuto della bellezza, di essere ariosa per la resa di veloci stesure di colore, quindi risponde al richiamo umano della carne per turgore e nel movimento del corpo, mentre il cosmo ne assorbe i profili. Entrano i colori modulati del pittore mentre d’improvviso li arresta un magnifico tocco di rosso.

di Maria Lucia Ferraguti - Storica e critica d’arte

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